Indennita’ di disoccupazione e sostegno del reddito per i lavoratori autonomi in crisi o che cessano la propria attività

Indennita’ di disoccupazione e sostegno del reddito per i lavoratori autonomi in crisi o che cessano la propria attività

La Corte di Giustizia UE, con la sentenza n. C 442/16/2017 ha riconosciuto  per i lavoratori autonomi la possibilità di godere dell’indennità prevista per le persone in cerca di occupazione, senza discriminazioni.
In particolare la sentenza ha precisato che l’articolo 7, paragrafo 3, lettera a), della direttiva europea 2004/38 deve essere interpretato nel senso che mantiene lo status di lavoratore autonomo ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera a), di detta direttiva un cittadino di uno Stato membro che, dopo aver soggiornato regolarmente e aver esercitato un’attività in qualità di lavoratore autonomo in un altro Stato membro per circa quattro anni, abbia cessato l’attività lavorativa per mancanza di lavoro debitamente comprovata causata da ragioni indipendenti dalla sua volontà e si sia registrato presso l’ufficio di collocamento competente di tale Stato membro come persona in cerca di occupazione.
L’Italia, deve prevedere una forma di sostegno al reddito anche per la disoccupazione dei lavoratori autonomi. A fissare questo rivoluzionario principio è una sentenza della Corte di Giustizia europea.
Può ricevere la Naspi un disoccupato licenziato, che svolge un’attività come lavoratore autonomo o parasubordinato, se rispetta il limite di reddito lordo annuo. Su questo punto il Ministero del lavoro con la circolare 34/2015 ha chiarito che la condizione di “non occupazione” è riferita a chi non svolge attività lavorativa, in forma subordinata, parasubordinata o autonoma.
La circolare va ridiscussa alla luce della recente è citata sentenza della Corte Costituzionale.
Il limite di reddito lordo annuo da rispettare è di euro 4.800.
L’Inps, con messaggio n. 3460 del 21 settembre 2018, ha offerto precisazioni in materia di reddito derivante da attività di lavoro autonomo in agricoltura ai fini della cumulabilità con l’indennità di disoccupazione NASpI.
L’ultima circolare Inps a tal proposito – nello specifico, è rivolta ai lavoratori agricoli – conferma questa possibilità. Quindi, l’assegno Naspi non è a rischio per i lavoratori autonomi a patto che il reddito derivante dall’attività professionale non sia superiore ai 4.800 euro lordi all’anno.
Infatti, se il lavoratore autonomo è costretto a chiudere la partita Iva o in generale la propria attività economica, dovrà avere accesso allo stesso trattamento del dipendente che perde il proprio lavoro.
Avv. Giuseppe Colucci
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