Il contratto di rete tra professionisti: il rimedio alla crisi economica per favorire la competitivita’ e utilizzo di nuove tecnologie

Il contratto di rete tra professionisti: il rimedio alla crisi economica per favorire la competitivita’ e utilizzo di nuove tecnologie

Labor Network ( www.labornetwork.it) diffonde la cultura delle reti e del networking tra i professionisti attraverso l’elevata competenza dei singoli professionisti associati, disponibili a supportare o formare gli interessati per ogni fase del processo.
Il contratto  di rete ( interdisciplinare e multidisciplinare) tra professionisti ( iscritti e non iscritti ad albi professionali) e’ diventata una priorità e necessità per competere nell’attuale mercato del lavoro, caratterizzato dalle specializzazioni e dall’innovazione.
L’istituto e’ stato introdotto dall’articolo 10 e dall’art. 12 della legge 81/2017.
Tuttavia,  non esiste ad oggi una legge e regolamentazione specifica da parte dell’ANPAL( agenzia nazionale per le politiche attive sul lavoro) e degli ordini professionali.
In particolare manca un albo delle reti tra professionisti ovvero un regime di pubblicita’ , come previsto dalla legge delle reti tra imprese con il registro presso la camera di commercio.
Non esiste, ad oggi,  lo sportello ( previsto dal citato articolo 10) che guida e supporta i lavoratori autonomi per la costituzione delle reti professionisti al fine di favorirne la partecipazione agli appalti pubblici e privati al pari delle grandi associazioni professionali.
Fare rete significa vivere un’esperienza collettiva per innovare e competere in un business chiaro, specifico e comune tra due o più aziende che vogliono crescere.
Il contratto di rete permette ai singoli professionisti di mantenere la propria autonomia godendo dei vantaggi dell’associarsi in una forma leggera, a seguito della quale nasce un soggetto giuridico capace di competere con una forza completamente diversa sul mercato rispetto a chi sta da solo.
Ci possono essere reti di collaborazione (incremento fatturato; riduzione costi; miglior utilizzo di risorse, politiche di co-marketing, utilizzo di nuove tecnologie, condivisione di un unico ufficio amministrativo per la fatturazione, politiche di welfare comune, supporto alla privacy e sicurezza sul lavoro, internazionalizzazione), reti di scambio  (scambio informazioni e prestazioni), reti associative (contratto associativo; fondo patrimoniale; governance comune).
I vantaggi del fare rete sono i seguenti:
  1. culturali (contaminazioni reciproche; scambio di Know how );
  2. commerciali (la dimensione maggiore consente economia di scala; competitività interna ed esterna; accesso nuovi mercati)
  3. finanziari (rating migliore per l’accesso al credito);
  4. tecnologici (creatività; innovazione; nuovi prodotti; nuovi processi);
  5. internazionalizzazione (abbattimento delle barriere di costo e della burocrazia nel processo di internazionalizzazione).
Le possibili debolezze del fare rete si possono di seguito riassumere:
  1. governance (coordinamento e strumenti decisionali comuni);
  2. gestione del potere (sistema gerarchico o sistema orizzontale);
  3. possibile conflitto d’interessi (servono contratti incentivanti per mantenere per tutti lo stesso livello di interessi e vantaggi; serve monitoring; serve integrazione);
  4. interdipendenza a livello di redditività e soprattutto reputazione;
  5. vincoli anti-concorrenza (servono chiarezza, lealtà, coordinamento).
Nella mia esperienza, la mentalità e gli obiettivi comuni sono fondamentali per vivere con successo un’esperienza di rete.
Proprio per questo serve una mentalità aperta, con voglia di scambiare, partecipare, condividere, collaborare, crescere, innovare, mettersi in gioco e fidarsi. Senza dei forti legami personali tra professionisti, basati sulla stima e sulla fiducia reciproca, tutto diventa inutile.
I presupposti necessari per fare rete sono:
  1. credibilità;
  2. la coerenza impresa-rete;
  3. la solidità, la solvibilità, l’affidabilità;
  4. le competenze;
  5. il capitale relazionale (cioè la quantità e qualità di relazioni di un professionista).
Quindi per fare rete occorre:
  1. affidarsi a un coach di rete esterno;
  2. Aprirsi a uno spirito sistemico di collaborazione, condivisione;
  3. Acquisire fiducia reciproca;
  4. Raggiungere una visione e scopo comune;
  5. Circondarsi di professionisti, vitali, indipendenti;
  6. Valorizzare ogni singolo professionista della rete (programma di rete);
  7. Fare cose nuove, innovare;
  8. Creare una governance che dà e crea fiducia in tutti;
  9. Utilizzare un costante monitoraggio della performances, degli obiettivi, del target;
  10. Possedere una comunicazione di rete interna ed esterna efficace.
Avv. Giuseppe Colucci
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