Accordi di prossimità

Accordi di prossimità

Possono stipularsi accordi aziendali di prossimita’ ( in deroga alla legge e CCNL)  con i sindacati comparativamente piu’ rappresentativi, per i seguenti motivi: a) per aumento dell’occupazione; b) per migliorare la qualità dei contratti di lavoro; c) per aumento della competitività e del salario; d) per emersione del lavoro irregolare; e) per gestione di crisi aziendali e occupazionali; f) investimenti e avvio di nuove attività.
Le materie che può disciplinare il contratto collettivo di prossimità sono le seguenti:
– impianti audiovisivi e introduzione di nuove tecnologie;
– mansioni del lavoratore, classificazione e inquadramento del personale;
– contratti a termine, contratti a orario ridotto, modulato o flessibile;
– regime di solidarietà degli appalti (solo per crediti retributivi e non contributivi o fiscali) e somministrazione di lavoro fino al 17 marzo 2017 ;
– disciplina sull’orario di lavoro;
– modalità di assunzione, comprese le co.co.co. e partite iva (eventuale trasformazione o conversione);
– conseguenze del recesso del rapporto di lavoro (ad eccezione del licenziamento discriminatorio o in concomitanza di matrimonio).
Gli accordi collettivi aziendali di prossimita’ e per ottenere agevolazioni o sgravi fiscali e contributivi,  devono essere depositati telematicamente presso la direzione territoriale del lavoro  per la disciplina di aumenti salariali legati a incrementi di produttività aziendale e utilizzo di piani di welfare aziendali  nei termini previsti dalla legge vigente, ovvero 30 giorni dalla sottoscrizione.
Per associazioni sindacali comparativamente rappresentative si intendono quei sindacati che hanno una estensione nazionale (non territoriale) e la loro rappresentatività,comparandola con le altre organizzazioni, in modo da escludere quelle organizzazioni sindacali che confrontate con le altre non sono rappresentative.
Per verificare il grado di rappresentatività, in termini comparativi, delle organizzazioni sindacali e datoriali stipulanti i contratti collettivi, il Ministero del lavoro, ha fatto presente che occorre tener conto dei seguenti requisiti:
– numero complessivo delle imprese associate;
– numero complessivo dei lavoratori occupati;
– diffusione territoriale (numero di sedi presenti sul territorio e ambiti settoriali);
– numero dei contratti collettivi stipulanti e vigenti;
– numero dei verbali di revisione effettuati dal Ministero dello sviluppo economico (per le società cooperative).
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